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	<title>Comunicati stampa finanza &#187; prestiti personali</title>
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		<title>Osservatorio Findomestic Banca sul consumo di beni durevoli in Lombardia nel 2011</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 23:53:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sono questi i principali risultati della diciottesima edizione dell’Osservatorio Findomestic Banca, società leader nei prestiti e finanziamenti, sul consumo di beni durevoli in Lombardia, presentato oggi a Milano, allo Spazio Chiossetto. Nel 2011 la spesa complessiva per l’acquisto di beni durevoli è stata pari a 11.535 milioni di € (-6,0% rispetto ai 12.133 milioni del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono questi i principali risultati della diciottesima edizione dell’<strong>Osservatorio Findomestic Banca</strong>, società leader nei <a title="Prestiti" href="http://www.findomestic.it/prestiti-personali/index.html" target="_blank">prestiti</a> e <a title="Finanziamenti" href="http://www.findomestic.it/" target="_blank">finanziamenti</a>, sul consumo di beni durevoli in <strong>Lombardia</strong>, presentato oggi a <strong>Milano</strong>, allo <strong>Spazio Chiossetto</strong>.</p>
<p>Nel <strong>2011</strong> la spesa complessiva per l’acquisto di beni durevoli è stata pari a <strong>11.535 milioni di €</strong> (<strong>-6,0%</strong> rispetto ai <strong>12.133</strong> milioni del <strong>2010</strong>). La <strong>contrazione </strong>risulta <strong>superiore </strong>a quella media nazionale, che si è arrestata al <strong>-6,1%</strong> nonostante la possibilità di ricorrere al credito al consumo.</p>
<p><strong>I settori di spesa</strong></p>
<p>- <strong>Auto e moto</strong>: il comparto ha fatto segnare risultati migliori rispetto alla media nazionale. La spesa per l’acquisto di vetture nuove è stata di <strong>3.698 milioni di €</strong>, in calo di <strong>11,1</strong> punti percentuali sull’anno precedente (mentre a livello nazionale la flessione è stata di 13,7 punti). I volumi delle vendite di auto usate sono cresciuti di 4,2 punti (dai <strong>2.659 milioni di €</strong> del 2010 si è passati <strong>a 2.772 milioni</strong> nel 2011), mentre le moto hanno subito un calo del 4,1%, per una spesa complessiva di 358 milioni.</p>
<p>- <strong>Mobili</strong>: il settore ha chiuso l’anno con vendite totali per <strong>3.059 milioni</strong> di €, in flessione dello <strong>0,8%</strong> sull’anno precedente. Anche in questo caso, la flessione riscontrata a livello nazionale è maggiore: <strong>-1,3%</strong>.</p>
<p>- <strong>Elettrodomestici</strong>:  per ciò che concerne gli elettrodomestici bianchi, le vendite registrate nel 2011 sono state pari a <strong>668 milioni</strong> (<strong>-5,1%</strong> rispetto al 2011). Sul fronte degli elettrodomestici bruni, invece, la spesa regionale totale è stata di 708 milioni (<strong>-28,4%</strong>). In quest’ultimo caso, quella riscontrata è stata una flessione ben più marcata di quella media nazionale, che si è arrestata a <strong>-15,1</strong> punti percentuali.</p>
<p>- <strong>Prodotti informatici</strong>: nel 2011 la spesa delle famiglie lombarde per questo settore è stata di <strong>272 milioni</strong>, in calo dell’<strong>8,4%</strong> sul 2010. Si tratta di un arretramento del volume di vendita in linea con quello riportato dalla media nazionale (-8,2%).</p>
<p><strong>Le province</strong></p>
<p>Il <strong>reddito pro capite</strong> lombardo si è attestato ad un valore medio di <strong>20.463 €</strong>, in crescita <strong>del 2%</strong> sull’anno precedente. Un dato, quest’ultimo, identico all’incremento registrato a livello nazionale. Tra le diverse province si riscontra una differenza anche molto marcata dei diversi redditi pro capite. Infatti, si va dai <strong>26.202 €</strong> di <strong>Milano </strong>ai <strong>14.614 </strong>di <strong>Lodi</strong>, passando per i <strong>16.788 €</strong> di <strong>Varese</strong>, che si colloca in posizione mediana. Al secondo posto, tra le province, c’è Sondrio (con 19.062 €), mentre al terzo si trova <strong>Cremona (17.700 €)</strong>, esattamente come avveniva nel 2011.</p>
<p>Le vendite di <strong>autoveicoli nuovi</strong> hanno fatto segnare una flessione di <strong>11,1 punti percentuali</strong> sull’anno precedente, attestandosi ad un valore totale di <strong>3.698 milioni di €</strong>. <strong>Milano</strong>, dove sono stati conclusi acquisiti per complessivi <strong>1.438 milioni</strong>, ha fatto segnare la seconda maggiore flessione di vendite fra tutte le province lombarde (-13,0%), mentre Como, dove sono stati spesi <strong>246 milioni di €</strong> per l’acquisto di auto nuove, ha riportato la contrazione più contenuta: -6,9%. Seguono <strong>Varese</strong>, con -8,0% (a 355 milioni), <strong>Lecco</strong>, con -8,2% (a 131 milioni), e <strong>Lodi</strong>, con -8,4% (a 94 milioni). Sul fronte delle <strong>auto usate</strong>, i volumi totali tra 2010 e 2011 sono aumentati dello 4,2%, salendo a <strong>2.772</strong> milioni €. Più di un terzo degli acquisti totali sono stati espressi da <strong>Milano </strong>(con <strong>1138 milioni di €</strong>). Seguono <strong>Brescia </strong>(con <strong>368 milioni</strong>), <strong>Bergamo</strong> (270 milioni), Varese (260 milioni) e Pavia (161 milioni). Per ciò che riguarda il mercato delle moto, la flessione delle vendite è risultata essere di fatto la metà di quella media nazionale (-7,8% contro -15,8%), per un totale di 358 milioni. Da segnalare che nelle province di <strong>Varese e Cremona</strong> i volumi di acquisti sono aumentati, rispettivamente del 2,2 e dello 0,7%.</p>
<p>Per il segmento dei <strong>mobili</strong>, le vendite totali nel 2011 sono state pari a 3.059 milioni di €. Milano ha guidato gli acquisti con 1.242 milioni di €. <strong>Brescia e Bergamo</strong> seguono, ben distanziate, rispettivamente con <strong>379 </strong>(-0,7%) e <strong>325 milioni</strong> (-1,0%). Como e Lecco, rispettivamente con 193 e 108 milioni di €, sono le uniche due province che fanno segnare un incremento dei volumi (la prima di 0,6 punti, la seconda di 0,1).</p>
<p>Per ciò che concerne gli <strong>elettrodomestici bianchi e piccoli, Milano</strong> ha espresso <strong>271 dei 668</strong> milioni di acquisti totali della regione. Nel capoluogo regionale la flessione delle vendite è stata <strong>del 5,1%</strong>, in linea con quella media regionale. La contrazione minore si è registrata a <strong>Como: -3,8%</strong> (a 41 milioni). Flessioni inferiori a quella media regionale sono anche quelle registrate a <strong>Lodi </strong>(-4,0%, a 15 milioni), <strong>Lecco </strong>(-4,6%, a 23 milioni), <strong>Bergamo </strong>(-4,7%, a 73 milioni), Varese (-5,0%, a 60 milioni). Quanto agli <strong>elettrodomestici bruni</strong>, tutte le province della Lombardia hanno riportato flessioni ben <strong>superiori </strong>a quella media nazionale, che è stata del <strong>15,1%</strong>. <strong>Lodi</strong>, la provincia dove il calo del volume di vendite è stato minore, ha fatto segnare <strong>-26,4%</strong> (a 16 milioni), mentre Milano ha perso 28,8 punti, con le vendite che sono scese a 286 milioni, contro i 402 del 2010. Brescia è passata da 125 a 92 milioni, Bergamo da 107 a 76, e Varese da 89 a 64.</p>
<p>Il comparto <strong>informatica </strong>vede Milano riportare più del <strong>40%</strong> del totale dei consumi della regione, con <strong>110 milioni di €</strong> (<strong>-8,5%</strong> sull’anno precedente), pur esprimendo una spesa media per famiglia tra le più basse, pari a <strong>60 €</strong>, superiore solo a quella di <strong>Pavia </strong>(<strong>58 €</strong>). Seguono, nell’ordine dei volumi di acquisti, Brescia, Bergamo e Varese, rispettivamente con 34, 30 e 24 milioni. All’estremo opposto della classifica, invece, si situano Sondrio, Lodi e Lecco, con 5, 6 e 9 milioni.</p>
<p><strong>Tendenze nazionali che si riscontrano anche nell’Italia Nord &#8211; occidentale</strong></p>
<p>Gli intervistati vivono uno stato <strong>d’animo di sfiducia e incertezza, dominato dalla sensazione di impossibilità alla programmazione. Molti si sentono infatti impotenti e “paralizzati” e, sollecitati a immaginare il futuro, mostrano di avere più “speranza” che “voglia di lottare”.</strong></p>
<p>Nel Nord ovest, l’80% degli intervistati dall’indagine Findomestic – Ipsos ha la percezione che la situazione economica generale si sia aggravata rispetto al 2010. Il dato è migliore di 3 punti rispetto a quello medio nazionale.</p>
<p>Per quanto riguarda la propria situazione economica personale, nell’Italia Nord-occidentale la percezione di un peggioramento è meno elevata rispetto alla media &#8211; Paese: 60%, contro il 64% della media italiana. In materia di risparmio, il Nord ovest si mantiene sopra la media italiana, con il 46% della popolazione che negli ultimi 12 mesi ha dichiarato di essere riuscita a preservare una parte del proprio reddito (il dato italiano è inferiore di oltre 10 punti, e si ferma al 35%), mentre il 29% (contro il 26% del dato – Paese) si dice in grado di accantonare ulteriori risorse nel 2012. Di fronte alla crescente disoccupazione, alla riduzione del potere d’acquisto e ad un clima sociale d’incertezza, la maggioranza ha modificato il proprio stile di vita rispetto al passato.</p>
<p>Un consumatore su quattro delle regioni nord occidentali ha dichiarato di non aver ridotto le proprie spese nel corso del 2011, a fronte di un 64% che invece ha affermato di averlo fatto (a livello nazionale, il dato è rispettivamente del 21 e del 67%). Per quanto concerne il 2012, sostanzialmente in linea con quanto emerge dalla media nazionale (47%), il 46% afferma che ridurrà le proprie spese. Sollecitati circa un’eventuale uscita dalla crisi, ben il 46% di quanti hanno risposto ritiene che la <strong>situazione comunque non tornerà quella di prima: gli intervistati modificheranno il proprio modus vivendi, evitando gli sprechi e ponderando maggiormente le spese.</strong> Il 40% degli intervistati, invece, dichiara di mantenere la speranza di superare la crisi ed afferma che in futuro si tornerà a fare acquisti come prima. La ricerca evidenzia come i più abbienti continuino ad acquistare prodotti di fascia alta, riducendo eventualmente la frequenza e la quantità degli acquisti, mentre i meno abbienti, oltre ad acquistare meno e meno spesso, sono costretti a ripiegare su prodotti di fascia più bassa.</p>
<p><em>Il presente comunicato, i precedenti e la versione integrale dell’Osservatorio sono disponibili sul sito</em><br />
<em>www.findomestic.it oppure sul sito www.ahca.it</em></p>
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		<title>Osservatorio Findomestic di gennaio 2012: inversione di tendenza in positivo anche a dicembre</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Jan 2012 18:08:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Primo appuntamento dell’anno con l’Osservatorio mensile di Findomestic, banca che offre servizi come prestiti e carte di credito. Il valore positivo del grado di fiducia degli Italiani, che aveva fatto seguito all’arrivo a Palazzo Chigi di Mario Monti, registra una conferma anche a dicembre; rimane comunque su valori bassi. La quota rilevata dall’Osservatorio mensile Findomestic, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Primo appuntamento dell’anno con l’Osservatorio mensile di Findomestic, banca che offre servizi come <a title="Prestiti" href="http://www.findomestic.it/prestiti-personali/index.html" target="_blank">prestiti</a> e <a title="Carte di credito" href="http://www.findomestic.it/carte-di-credito/index.html" target="_blank">carte di credito</a>.</p>
<p>Il valore positivo del grado di fiducia degli Italiani, che aveva fatto seguito all’arrivo a Palazzo Chigi di Mario Monti, registra una conferma anche a dicembre; rimane comunque su valori bassi. La quota rilevata dall’Osservatorio mensile Findomestic, più nel dettaglio, passa da 3,54 a 3,64 punti, lungo una scala che va da 0 a 10 e che ha in 7 la sua soglia positiva. A trainare questo recupero è la fascia di popolazione più istruita, che fa segnare un valore di riferimento di 4,42 punti. A livello territoriale il quadro non è molto omogeneo. Infatti, a fronte di un incremento del Centro (che presenta il grado di soddisfazione più elevato), a Nord-Est si registra un calo.<br />
La propensione al risparmio fa segnare il terzo dato meno elevato dell’anno, con non più del 6,6% degli intervistati che si dice in grado di aumentare la quota di risorse accantonate di qui ai prossimi 12 mesi (il mese scorso il dato era pari al 10,7%, il più alto riportato nel corso del 2011). Infine, in merito alla situazione italiana, la previsione a 12 mesi continua a mantenersi vicina alla soglia di stabilità, seppure in leggero calo sul mese precedente.</p>
<p><span style="text-decoration: underline"><strong>Previsioni di acquisto a tre mesi</strong></span></p>
<p><strong>Elettrodomestici: stabili i piccoli, calano i bianchi; segno meno anche per quelli bruni</strong><br />
A dicembre 12,4 Italiani su 100 hanno ipotizzato di acquistare nei prossimi 90 giorni un piccolo elettrodomestico: un dato in linea sostanzialmente con il 12,1% rilevato lo scorso mese. Perdono terreno, e non poco, le previsioni di acquisto per gli elettrodomestici bianchi: 3,8 consumatori contro gli 8,1 che si dicevano intenzionati a fare un acquisto nei prossimi tre mesi registrati a novembre. Calo anche sul versante degli elettrodomestici bruni (TV video e Hi-Fi). I consumatori intenzionati ad acquistarne uno di qui al prossimo marzo passano da 6,4 su 100 a 4,5.</p>
<p><strong>Elettronica di consumo: scendono le previsioni per PC e accessori; calo più contenuto nella telefonia</strong><br />
Tra novembre e dicembre passano da 11,8 a 7,2 i consumatori che, ogni 100, prevedono di acquistare un personal computer o altro materiale informatico nei prossimi tre mesi. Scendono a quota 6, ogni 100, quanti sono intenzionati ad acquistare prodotti di telefonia, contro i 7,8 di novembre. Per i primi le previsioni massime di spesa sono di 372,00 euro; per i secondi, si attestano a 204,00 euro.</p>
<p><strong>Auto e moto: scendono le previsioni di acquisto di auto sia nuove sia usate</strong><br />
Tornano a scendere le previsioni di acquisto per le auto, usate e nuove, dopo l’incremento del mese scorso. Secondo la rilevazione, non più di un consumatore ogni 100 conta di acquistare una vettura nuova nei prossimi 90 giorni (erano 2,9 un mese fa), per un importo massimo di spesa di 18.125,00 euro; per quanto riguarda l’usato, sono 2,6 i consumatori che &#8211; sempre ogni 100 &#8211; si dicono sicuri di comperare un auto entro il prossimo mese di marzo. Inferiore all’1%, invece, la quota di quanti sono interessati ad un mezzo a due ruote.</p>
<p><strong>Casa e arredamento: in calo le previsioni di acquisto di case, mobili e complementi d’arredo</strong><br />
Non più di 1,1 consumatori ogni 100 si dicono interessati a comprare casa nei prossimi tre mesi, nonostante le opportunità offerte per i mutui casa. Trenta giorni fa erano 3,5 ogni 100. Crollano anche coloro che intendono acquistare mobili e complementi d’arredo, dagli 8,9 di novembre ai 2,7 dell’ultimo mese dell’anno. È il dato peggiore non solo dell’anno ma degli ultimi tre. La spesa massima ipotizzata per il comparto mobili è di 3.173,00 euro; erano 5.138,00 una mese fa (dato l’esiguo campione degli intenzionati il dato non è affidabile).</p>
<p><strong>Tempo libero: diminuisce l’intenzione di acquistare viaggi e vacanze e lo stesso vale per l’attrezzatura e abbigliamento sportivo e per il fai da te</strong><br />
Il trend negativo del settore di ottobre e novembre si conferma anche a dicembre. Scendono al 14,9% gli italiani che si dicono pronti ad acquistare un pacchetto-vacanza nei prossimi tre mesi (erano il 18,7% un mese fa). Scendono di circa un punto e mezzo (dal 20,4 al 19,0) quanti, invece, sono propensi a comperare attrezzature ed abbigliamento sportivi.<br />
Scendono da 10,8 a 8,2 su 100, anche coloro che si dichiarano interessati all’acquisto di attrezzature per il fai da te.</p>
<p><em>Il presente comunicato e i precedenti sono disponibili on-line:<br />
http://www.adhoccommunication.it &#8211; http://www.osservatorio.findomestic.it</em><em></p>
<p></em></p>
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		<title>Osservatorio Findomestic annuale del 2011</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Dec 2011 00:08:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Questi sono i principali risultati della diciottesima edizione dell’Osservatorio annuale di Findomestic Banca, società leader nei prestiti e finanziamenti, presentato oggi a Milano presso lo STARHOTELS ROSA GRAND  di Piazza Fontana. Secondo lo studio, condotto congiuntamente con Ipsos, gli italiani vivono uno stato d’animo di sfiducia e incertezza, dominato dalla sensazione di impossibilità alla programmazione. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questi sono i principali risultati <strong>della diciottesima edizione dell’Osservatorio annuale di Findomestic Banca</strong>, società leader nei <a title="Prestiti" href="http://www.findomestic.it/prestiti-personali/index.html" target="_blank">prestiti</a> e <a title="Finanziamenti" href="http://www.findomestic.it/" target="_blank">finanziamenti</a>, presentato oggi a Milano presso lo STARHOTELS ROSA GRAND  di Piazza Fontana.</p>
<p>Secondo lo studio, condotto congiuntamente con Ipsos, gli italiani vivono uno <em><strong>stato d’animo di sfiducia e incertezza, dominato dalla sensazione di impossibilità alla programmazione. Molti si sentono infatti impotenti e “paralizzati” e, sollecitati a immaginare il futuro, mostrano di avere più “speranza” che “voglia di lottare”</strong></em>.</p>
<p>Il 53% degli italiani tra i 24 e i 59 anni è pessimista circa la situazione economica personale: il 31% prevede peggioramenti nei prossimi 3 anni e il 22% ha rilevato peggioramenti negli ultimi 12 mesi e ritiene che la situazione non cambierà nel futuro prossimo. Questo stato di cose influenza le aspettative e i desideri degli intervistati: ben il <em><strong>78% si augura una vita tranquilla, senza serie preoccupazioni</strong></em>.</p>
<p>Solo il 37% degli intervistati tra i 24 e i 59 anni è riuscito a risparmiare parte del reddito negli ultimi 12 mesi; la situazione peggiora tra i 45-59enni, poiché in questa fascia di età solo il 27% ha risparmiato, a conferma del fatto che la situazione critica dei giovani si ripercuote sulle abitudini della generazione precedente. Sono infatti i genitori i principali finanziatori dei figli.</p>
<p>Di fronte alla crescente disoccupazione, alla riduzione del potere d’acquisto e a un clima sociale d’incertezza, la maggioranza ha modificato il proprio stile di vita rispetto al passato.</p>
<p>Considerando sia gli ultimi 12 mesi, sia il prossimo anno, si rileva che ben <strong><em>il 76% degli intervistati ha contratto o contrarrà i consumi</em></strong>, mentre solo l’8% ha accresciuto o accrescerà gli acquisti. Sollecitati circa un’eventuale uscita dalla crisi, ben il 46% degli intervistati ritiene che la <strong><em>situazione comunque non tornerà quella di prima: gli italiani modificheranno il proprio modus vivendi, evitando gli sprechi e ponderando maggiormente le spese</em></strong>. Il 40% degli italiani, invece, dichiara di mantenere la speranza di superare la crisi ed afferma che in futuro torneremo a fare acquisti come facevamo prima. La ricerca evidenzia come i più abbienti continuino ad acquistare prodotti di fascia alta, riducendo eventualmente la frequenza e la quantità degli acquisti, mentre i meno abbienti, oltre ad acquistare meno e meno spesso, sono costretti a ripiegare su prodotti di fascia più bassa. Stando alle dichiarazioni degli italiani, i tagli e le rinunce sono ricaduti soprattutto all’interno delle voci “ristoranti e bar,  “tempo libero” e “abbigliamento”.</p>
<p>Gli italiani tra i 24 e i 59 anni hanno ridotto la netta maggioranza delle spese per le principali categorie merceologiche negli ultimi 12 mesi: <em><strong>molti acquisti sono stati rimandati nel tempo, ad altri si è rinunciato definitivamente; gli acquisti congelati – ossia quelli per i quali si è deciso di aspettare un momento più propizio per l’acquisto – sono relativi in primis alla sfera della tecnologia (tablet, e-book, robot domestici, hi fi) e della casa (immobili, anche tramite mutui).</p>
<p>Stimolati a immaginare uno scenario futuro ipotetico senza le banche, da molti additate come la causa scatenante la crisi, gli intervistati descrivono visioni catastrofiche con il  rischio di una perdita del sistema delle regole e di una proliferazione di usurai e della diminuzione delle vendite di beni costosi</strong></em>.</p>
<p>Riflettendo poi sul ruolo futuro <strong><em>del denaro, gli italiani si immaginano una progressiva perdita del suo valore</em></strong>. Di fronte al variare del prezzo di un bene a seconda del canale di vendita, di fronte all’inflazione e ai giochi della finanza con capitali che lievitano o si svalutano dal giorno alla notte, si fa largo l’opinione che non esista più un valore intrinseco, autonomo ed assoluto delle cose ma un valore condizionato, relativo e quindi inaffidabile. Si spiega così la perdita di realtà del denaro e la conseguente crescita di scambi di beni e servizi con il baratto per il quale il web gioca un ruolo fondamentale</p>
<p><span style="text-decoration: underline"><strong>I mercati</strong></span></p>
<p>L’evoluzione del contesto economico osservata nel 2011 e le conseguenti difficoltà che le famiglie italiane si sono trovate ad affrontare continuano a penalizzare<strong> la spesa per veicoli</strong>. Gli acquisti calano in tutti i comparti e tiene solo il comparto dell’<strong>auto usata</strong>. Senza agevolazioni governative cresce la quota di auto diesel sul totale delle immatricolazioni, mentre frena la domanda di auto ad alimentazione alternativa. La quota del GPL è in forte caduta e cresce quella delle auto elettriche, unico segmento ad evidenziare volumi in aumento nel 2011.</p>
<p>Per quanto riguarda le cilindrate il segmento che si riduce maggiormente nel 2011 è quello tra i 1.300 e i 1.550 cc, lo stesso che ha beneficiato degli incentivi negli anni scorsi.</p>
<p>Se la domanda delle famiglie mostra una forte contrazione, il segmento business, che aveva registrato una netta flessione dei volumi nel 2009, continua a recuperare quanto perso con la crisi.</p>
<p>Anche il mercato dei <strong>motoveicoli </strong>evidenzia nel 2011 una nuova marcata flessione, sia in termini di fatturato che di vendite, posizionandosi su volumi sempre più modesti, quasi dimezzati rispetto agli anni che hanno preceduto la crisi. Pesano sull’andamento negativo del comparto l’assenza di incentivi, la contrazione dei redditi delle famiglie e la situazione problematica dei giovani, sempre più vittime della crescente disoccupazione. La flessione interessa sia i ciclomotori, che il comparto del targato. Il segmento degli scooter continua a contrarsi in maniera più significativa rispetto al totale delle moto, con riduzioni molto forti soprattutto tra i 126 e i 250 cc di cilindrata.</p>
<p>L’unico segmento che tiene nel 2011 è quello delle moto da “turismo” di alta cilindrata destinate ad un target di popolazione meno colpito dalla crisi dei redditi e dell’occupazione.</p>
<p>La crisi economica e il persistente clima di incertezza inducono le famiglie a rinviare l’acquisto di beni non strettamente necessari pur in presenza di prezzi calanti. A farne le spese sono tutti i comparti dei beni per la casa, compresi quelli sostenuti dall’innovazione tecnologica che avevano trainato le vendite negli anni passati.</p>
<p>Per il settore dei <strong>mobili</strong> si assiste ad una nuova caduta dei consumi nel 2011 dopo il recupero accennato l’anno scorso.</p>
<p>Anche per quanto riguarda gli <strong>elettrodomestici bianchi</strong> la domanda dei consumatori evidenzia una flessione consistente, nonostante la dinamica cedente dei prezzi che interessa il mercato nel 2011.</p>
<p>All’andamento negativo del mercato dei beni per la casa non fanno eccezione i <strong>piccoli elettrodomestici</strong> anche se con performance differenziate al proprio interno: al dinamismo dei piccoli elettrodomestici per la cucina fa da contraltare il calo nel comparto dei beni per cura della persona e per la pulizia per la casa.</p>
<p>Il comparto degli <strong>elettrodomestici bruni</strong>, registra, per la prima volta nell’ultimo decennio, una contrazione dei volumi e una marcata flessione del fatturato.  All’interno di questo panorama negativo, si salvano il segmento dei televisori LED e la nuova tecnologia 3D che, a distanza di poco più di un anno dalla sua introduzione sul mercato, costituisce già il 20% del fatturato Tv. Si confermano in trend negativo i prodotti audio.</p>
<p>Nel 2011, anche il settore della <strong>fotografia </strong>registra una flessione delle vendite e del fatturato.  Positivo ancora una volta l’andamento delle fotocamere Reflex a conferma di una tendenza dei consumatori ad acquistare prodotti tecnologicamente più avanzati e capaci di garantire una resa qualitativa maggiore. In calo invece le vendite delle macchine compatte che, ad oggi, costituiscono oltre il 60% del valore complessivo del mercato.</p>
<p>Unico segmento tra i beni durevoli per la casa a resistere alla congiuntura economica negativa, la <strong>telefonia </strong>evidenzia nel 2011 un andamento positivo sia in termini di volumi che di fatturato, soprattutto grazie  al segmento degli smartphone.</p>
<p>Continua invece il trend negativo delle vendite e del fatturato del mercato dell’<strong>informatica</strong> che, nonostante una sostanziale tenuta della spesa delle famiglie, risente ancora una volta della riduzione della domanda da parte delle aziende.</p>
<p>Le scelte dei consumatori premiano soprattutto i prodotti portabili come i “tablet computer” senza tuttavia cannibalizzare netbook e notebook, prodotti sempre più interessati dalle offerte promozionali della distribuzione.</p>
<p>L’Osservatorio si basa su dati e analisi che Findomestic effettua e raccoglie ogni anno sui consumi di beni  durevoli, forte del suo posizionamento nel settore del credito al consumo che la colloca tra i primi player in Italia nel fornire credito alle famiglie, tramite prestiti personali, con finanziamenti erogati nel 2010 per 4,3 miliardi di euro, 10,42 miliardi di impieghi  e un utile netto di 39,3 milioni di euro. Findomestic che ha 2,1 milioni di clienti attivi fa parte del Gruppo BNP Paribas, leader europeo nel settore dei servizi bancari e finanziari, prima banca per depositi nella Zona Euro e una delle 6 più solide del mondo secondo la valutazione di S&amp;P’s. Il Gruppo è presente in oltre 80 paesi, con più di 200.000 collaboratori, di cui 160.000 in Europa.</p>
<p><em>Il presente comunicato e i precedenti sono disponibili on-line:</em></p>
<p>http://www.adhoccommunication.it</p>
<p>http://www.osservatorio.findomestic.it</p>
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		<title>Osservatorio Findomestic di dicembre 2011: la fiducia degli italiani risale</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Dec 2011 00:08:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[I sommovimenti che hanno interessato la scena politica nazionale e l’arrivo di Mario Monti a Palazzo Chigi fanno risalire la fiducia degli italiani, dopo più di cinque mesi di progressivo, e apparentemente inarrestabile, calo. La quota rilevata dall’Osservatorio mensile Findomestic, società leader nel settore dei prestiti personali e dei mutui casa, resta comunque molto bassa: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I sommovimenti che hanno interessato la scena politica nazionale e l’arrivo di Mario Monti a Palazzo Chigi fanno risalire la fiducia degli italiani, dopo più di cinque mesi di progressivo, e apparentemente inarrestabile, calo. La quota rilevata dall’Osservatorio mensile Findomestic, società leader nel settore dei <a title="Prestiti personali" href="http://www.findomestic.it/prestiti-personali/index.html" target="_blank">prestiti personali</a> e dei <a title="Mutui casa" href="http://www.findomestic.it/mutui-casa/index.html" target="_blank">mutui casa</a>, resta comunque molto bassa: 3,54 punti, su una scala che va da 0 a 10 e che ha in 7 la soglia positiva. Tuttavia, dopo essere precipitata lo scorso mese a 3,42, la discesa libera pare essersi arrestata. Il vero cambio di passo però si riscontra nella fascia di popolazione a istruzione più elevata, che fa segnare 4,07 punti. A livello territoriale, invece, primeggia per ottimismo il Nord-Ovest, seguito dal Nord-Est, dal Centro, dal Sud e dalle Isole.</p>
<p>In tema di propensione al risparmio, per la prima volta dall’inizio dell’anno, risale oltre la soglia del 10% (10,7, per la precisione) l’incidenza di coloro i quali contano di incrementare i propri accantonamenti finanziari di qui a 12 mesi. A ottobre questo dato non andava oltre il 6,2% del campione. Infine, a riguardo della situazione italiana, la previsione a 12 mesi mai come a novembre si avvicina alla soglia di stabilità. Non accadeva dal settembre dello scorso anno, quando risultò leggermente superiore.</p>
<p><span style="text-decoration: underline"><strong>Previsioni di acquisto a tre mesi</strong></span></p>
<p><strong>Elettrodomestici: migliorano piccoli e bianchi; in leggero calo quelli bruni</strong><br />
A novembre 12,1 Italiani su 100 hanno ipotizzato di acquistare nei prossimi 90 giorni un piccolo elettrodomestico, contro i 9,7 rilevati lo scorso mese. Migliorano anche &#8211; e sensibilmente &#8211; le previsioni di acquisto dei bianchi: 8,1 consumatori contro i 4,2 del mese precedente. Va peggio sul versante degli elettrodomestici bruni (TV video e Hi-Fi). I consumatori intenzionati di qui al prossimo febbraio passano da 7 su 100 a 6,4 (sempre ogni 100).</p>
<p><strong>Elettronica di consumo: crescono le previsioni per PC e accessori; stabili quelle della telefonia</strong><br />
Tra ottobre e novembre passano da 9.9 a 11,8 i consumatori che, ogni 100, prevedono di acquistare un personal computer o altro materiale informatico nei prossimi tre mesi. Restano stabili attorno a quota 8, ogni 100, quanti sono intenzionati ad acquistare prodotti di telefonia. Per i primi le previsioni massime di spesa sono di 603,00 euro (+ 25,00); per i secondi, si attestano a 140,00 euro (- 80,00).</p>
<p><strong>Auto e moto: crescono le previsioni di acquisto di auto sia nuove sia usate. Nessuno, invece, prevede di comprare veicoli a due ruote.</strong><br />
Ripartono le previsioni di acquisto per le auto, usate e nuove. Le seconde, in particolare, fanno risalire a 2,9 il numero medio di consumatori ogni 100 che ipotizza di recarsi ad un concessionario. Per le auto usate l’incidenza dei possibili acquirenti è di 3,4 ogni 100, contro gli 1,3 del mese precedente. Le previsioni massime di spesa però si contraggono: per le auto nuove non si va oltre una media di 16.206,00 euro, in calo di oltre 6.600,00 euro sul mese precedente. Minimo storico per le intenzioni d’acquisto di moto e scooter che raggiungono il limite dello zero.</p>
<p><strong>Casa e arredamento: in crescita le previsioni di acquisto di case, mobili e complementi d’arredo. </strong><br />
Migliorano, anche rispetto ad un anno fa, le previsioni di acquisto di abitazioni e mobili. Per questi ultimi, la previsione massima di spesa è di 5.138,00 euro (in crescita di quasi 500,00 euro sul mese precedente). Stando ai dati rilevati, sono 3,5 ogni cento i potenziali acquirenti (ad ottobre non andavano oltre quota 0.9). Sul fronte delle ristrutturazioni immobiliari, invece, il dato registrato è il più basso dall’inizio della rilevazione.</p>
<p><strong>Tempo libero: diminuisce l’intenzione di acquistare viaggi, vacanze, attrezzatura e abbigliamento sportivo.</strong><br />
Dopo un mese di ripresa tornano a calare le previsioni di acquisto di pacchetti vacanza, con i potenziali acquirenti che passano da 19.9 (ogni 100) rilevati lo scorso ottobre, ai 18,7 di novembre. Un dato inferiore anche a quello fatto segnare un anno fa. La flessione della domanda ha prodotto una riduzione dei prezzi soprattutto nelle grandi città: Venezia (-44%), Roma (-31%), Firenze (-30%).</p>
<p><em>Il presente comunicato e i precedenti sono disponibili on-line:</em></p>
<p>http://www.adhoccommunication.it</p>
<p>Info.findomestic.it</p>
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		<title>Osservatorio Findomestic di novembre 2011: Il calo della fiducia degli Italiani è ormai inarrestabile</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Nov 2011 18:28:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tsw</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ad ottobre il grado di fiducia degli Italiani tocca il fondo. Mai così male da tre anni a questa parte; cioè, da quando sono iniziate le rilevazioni dell’Osservatorio mensile Findomestic, società che opera nell’ambito dei prestiti personali. Il difficilissimo momento congiunturale, che ha il suo epicentro attuale in Europa, di questa situazione. Un po’ a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><table style="text-align: left; width: 604px; height: 284px;"
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</table></p><p>Ad ottobre il grado di fiducia degli Italiani tocca il fondo. Mai così male da tre anni a questa parte; cioè, da quando sono iniziate le rilevazioni dell’Osservatorio mensile Findomestic, società che opera nell’ambito dei <a title="Prestiti personali" href="http://www.findomestic.it/prestiti-personali/index.html" target="_blank">prestiti personali</a>. Il difficilissimo momento congiunturale, che ha il suo epicentro attuale in Europa, di questa situazione. Un po’ a sorpresa, a livello regionale, il grado di fiducia in assoluto peggiore è quello del Nordovest, che tocca addirittura il valore record di 3,14, contro una media nazionale di 3,42 (la soglia positiva della scala che va da 1 a 10 è fissato a 7).</p>
<p>Per quanto riguarda la propensione al risparmio, il quadro è leggermente migliore. Tra ottobre e novembre, infatti, passa dal 4,6 al 6,2% la quota di Italiani che si dicono sicuri di poter aumentare di qui a 12 mesi il monte dei loro risparmi. Tuttavia, giusto per avere un termine di paragone, a fine 2009, ovvero due anni fa, la loro incidenza era pari al 26%. Ossia quattro volte superiore a quella attuale.</p>
<p><span style="text-decoration: underline"><strong>Previsioni di acquisto a tre mesi:</strong></span></p>
<p><strong>Elettrodomestici: lieve calo rispetto ad ottobre; restano ancora molto lontane le previsioni di spesa degli anni precedenti. </strong><br />
La previsione di acquisto di elettrodomestici, siano essi bianchi, bruni o piccoli, fa segnare una contrazione contenuta sul mese precedente. Rispettivamente, le previsioni massime di spesa sono pari a 1.155,00, 467,00 e 215,00 euro. Per gli elettrodomestici bianchi, non più del 4,2% dei consumatori si dice intenzionato ad acquistarne uno nei prossimi tre mesi.</p>
<p><strong>Elettronica di consumo: segnali positivi da telefonini ed informatica</strong><br />
Bene sia la telefonia sia l’informatica, con previsioni d’acquisto in crescita, seppure il confronto con i rilevamenti degli anni precedenti resti negativo. Rispettivamente, le previsioni massime di spesa salgono a 578,00 euro per pc ed accessori (+ 90,00 euro su settembre) e a 219,00 euro (+ 90,00, anche in questo caso).
<p><strong>Auto e moto: male per le prime; le seconde, invece, tengono. </strong><br />
Mai così male la previsione di acquisto di auto anche mediante prestiti. Solo lo 0,9% del campione intervistato si dice intenzionato, di qui a tre mesi, ad acquistare una vettura nuova (il mese scorso erano l’1,4%). Per le vetture usate, chi si dice intenzionato all’acquisto è pari all’1,3% del totale, contro il 3,1% di trenta giorni fa. Si tratta dei valori in assoluto più bassi mai rilevati da Findomestic.</p><p style="float: left;"><table style="text-align: left; width: 604px; height: 284px;"
 border="0" cellpadding="0" cellspacing="0">
  <tbody>
    <tr>
      <td style="width: 336px; height: 280px; text-align: center;">
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     </td>
    </tr>
  </tbody>
</table></p></p>
<p><strong>Casa e arredamento: calano le previsioni di acquisto di case e complementi d’arredo.</strong><br />
Come per le auto, anche per le previsioni di acquisto della casa e di conseguenza le richieste di <a title="Mutui casa" href="http://www.findomestic.it/mutui-casa/index.html" target="_blank">mutui casa</a>, ottobre risulta il peggiore mese in assoluto, da quando vengono raccolti i dati. Meno dell’1% del campione di intervistati ritiene di comprare casa nei prossimi 90 giorni. Sono il 6,3%, invece, quanti ritengono “sicuramente” o “probabilmente” di procedere ad una ristrutturazione della propria abitazione.</p>
<p><strong>Tempo libero: cresce la previsione di spesa per vacanze e attrezzature sportive.</strong><br />
La previsione di acquisto di vacanze e pacchetti soggiorno è in linea con i valori di ottobre 2010, mentre, per quanto riguarda materiali ed attrezzature sportive, il raffronto con l’anno precedente è positivo. Il 20% degli intervistati anticipa di essere intenzionato ad acquistare un viaggio o una vacanza di qui a 3 mesi. Il mese scorso, questa quota non superava il 14,3%.</p>
<p><em>Il presente comunicato e i precedenti sono disponibili on-line:</em></p>
<p>http://www.adhoccommunication.it</p>
<p>Info.findomestic.it</p>
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		<title>L’auto che conquisterà i giovani? Sarà bella, ecologica e costerà poco</title>
		<link>http://finanza.comunicato-stampa.info/economia/l%e2%80%99auto-che-conquistera-i-giovani-sara-bella-ecologica-e-costera-poco/</link>
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		<pubDate>Fri, 03 Jun 2011 21:53:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tsw</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’Osservatorio Auto 2011 volge lo sguardo ai giovani automobilisti (under 30): di fronte a un settore in cui, ogni anno, l’età media degli acquirenti di vetture nuove tende a crescere e la maggior parte dei giovani si avvicina alla guida spesso usufruendo di prestiti per auto usate, Findomestic ha fotografato lo stato del mercato in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’Osservatorio Auto 2011 volge lo sguardo ai giovani automobilisti (under 30): di fronte a un settore in cui, ogni anno, l’età media degli acquirenti di vetture nuove tende a crescere e la maggior parte dei giovani si avvicina alla guida spesso usufruendo di prestiti per auto usate, Findomestic ha fotografato lo stato del mercato in otto Paesi europei (Germania, Belgio, Spagna, Francia, Italia, Polonia, Portogallo e Gran Bretagna) e ha chiesto – a giovani e meno giovani automobilisti – come sarà, secondo loro, il futuro della mobilità a quattro ruote.</p>
<p><strong>UN CLIENTE SEMPRE PIÙ MATURO PER IL NUOVO </strong><br />
Ogni anno, in Europa, l’età dell’acquirente di una vettura nuova aumenta: nel 2009 l’età media era di 49 anni. Rispetto a questo valore i più giovani erano i Portoghesi (con 43 anni), seguiti da Spagnoli (44 anni), Italiani (a quota 46) e infine dai Belgi (con 47 anni). Gli acquirenti più anziani in Europa, sempre nel 2009, erano invece i cittadini del Regno Unito (caratterizzati da un’età pari a 54 anni), quelli di Francia e Germania (a quota 51 anni) e Polonia (con un’età media pari a 49 anni).</p>
<p>L’acquisto di una vettura nuova, quindi, si conferma un evento eccezionale per i giovani, per i quali l’ingresso nel mondo dell’auto avviene sempre più spesso attraverso l’usato magari attraverso i <a title="Prestiti personali" href="http://www.findomestic.it/prestiti-personali/index.html" target="_blank">prestiti personali</a>. In media, tra quanti acquistavano una vettura nuova nel 2009, solo l’11% aveva meno di trent’anni, il 60% aveva un’età compresa tra i 30 e i 59 anni mentre il 29% aveva oltre 60 anni.</p>
<p>Rispetto alla media europea il mercato italiano ha espresso una percentuale leggermente superiore di under 30, che ha realizzato l’acquisto di un mezzo nuovo: era il 15% del totale nel 2009. Superiore rispetto alla media UE anche la percentuale di acquirenti tra i 30 e i 59 anni (63%), più ridotta, invece, nel nostro Paese la componente di clienti over 60 ad aver effettuato l’acquisto di una nuova vettura.</p>
<p><strong>I GIOVANI E L’USATO</strong><br />
Dal momento che in Europa acquistare una nuova auto risulta un impegno oneroso per i giovani, questi ultimi spesso fanno il proprio ingresso in questo mercato attraverso l’usato. All’interno dell’Unione Europea nel 2010 il 63% degli under 30 ha acquistato un veicolo di seconda mano, una percentuale di 18 punti superiore a quella degli over 50.<br />
I giovani italiani e spagnoli invece danno prova di maggiore attrattiva per il nuovo: circa il 62% degli under 30 nel nostro Paese ha acquistato una vettura di questo tipo. Superiore di 12 punti (74%) la quota dei guidatori over 50 che hanno scelto un’auto nuova in Italia.</p>
<p>Quello dell’auto usata, insomma, rappresenta un mercato estremamente importante, come dimostrano i dati raccolti negli otto Paesi oggetto del sondaggio. Questa tendenza si dimostra particolarmente significativa in Portogallo – dove si registrano ben 3,5 vetture usate per ogni mezzo nuovo circolante – e in Gran Bretagna, con 3,4 vetture usate per ogni nuova auto. Decisamente inferiore il rapporto registrato in Italia (di 2,1), dove il numero di veicoli usati circolanti resta comunque più che doppio rispetto a quelli nuovi.</p>
<p>Il fatto che per i giovani in Europa sia difficile avvicinarsi al segmento dell’auto nuova nonostante la possibilità di usufruire di <a title="Finanziamenti e prestiti" href="http://www.findomestic.it/" target="_blank">finanziamenti e prestiti</a> non significa, però, che questi non siano più appassionati di motori.  Secondo i rilevamenti dell’Osservatorio la percentuale di giovani a cui piace guidare è più elevata rispetto agli over 50 (l’83% nel primo caso contro il 78% nel secondo). Ai giovani, insomma, piace guidare. Ma quali caratteristiche deve avere oggi una vettura per piacere a chi si avvicina al mercato dell’auto? In primo luogo l’auto per gli under 30 deve essere bella: il 77% dei giovani europei, infatti, si dice fortemente interessato all’aspetto della propria auto, una percentuale in linea con quella espressa dai giovani guidatori del Paese (che si attesta a quota 78%).</p>
<p><strong>CHE AUTO DESIDERANO I GIOVANI?</strong><br />
Oltre ad essere belle, le auto per conquistare i giovani devono costare poco: tre giovani europei su cinque si dicono interessati a un’auto low cost, purché abbia stile. Ancora più elevata la percentuale di under 30 in Italia (circa il 69%) che si dimostra interessata a una vettura a basso costo.</p>
<p>L’ecologia è un terzo aspetto al quale i giovani sono molto attenti. Due terzi degli under 30 intervistati afferma che utilizzerebbe maggiormente l’auto se fosse mossa grazie a propulsione ibrida o elettrica. Questa tendenza si rivela ancora più significativa in Italia, dove quasi l’80% del campione sarebbe propenso a utilizzare maggiormente l’auto qualora si trattasse di un mezzo a basso impatto ambientale.</p>
<p>C’è, infine, un’ulteriore soluzione ecologica che sembra destinata a svilupparsi, quella del car-sharing. Questa soluzione, che consente di utilizzare l’auto solo quando se ne ha bisogno condividendone i costi di esercizio, seduce per la sua semplicità di utilizzo e la grande libertà che regala. Secondo l’indagine, il car-sharing interessa già il 45% dei giovani europei e al 36% dei giovani in Italia. Oltre al prodotto auto in se stesso, i giovani europei sono aperti a ogni modalità di utilizzo alternativa all’auto. Ancora poco interessati al noleggio, già abituati al car-pooling e curiosi di provare il car-sharing, i giovani vogliono soprattutto un accesso facile all’auto, a prescindere dal luogo in cui si trovano. Tanto meglio se, oltre a ciò, riescono anche a risparmiare.</p>
<p><strong>AUTO E GIOVANI: È ANCORA AMORE.</strong><br />
Come si è visto, la passione per l’auto nei giovani si infrange contro i limiti finanziari. Così il 75% degli under 30 in Europa dichiara di dover sottostare a degli obblighi che li costringono a limitare la frequenza di utilizzo: si tratta di una percentuale superiore di 13 punti a quella dei loro genitori. Scende, per l’Italia, a quota 72% la percentuale di nuovi guidatori che si dicono costretti a tenere sotto controllo la frequenza con cui utilizzano l’auto, superiore di 10 punti a quanto dichiarato da quanti hanno più di 50 anni.</p>
<p>Nonostante le difficoltà legate ai costi di gestione, non si assiste a un divorzio tra giovani e auto. Gli under 30 che pensano che l’auto avrà un ruolo più importante tra 30 anni rispetto ad oggi sono, infatti, più numerosi rispetto agli over 50 che la pensano allo stesso modo (il 29% per gli under 30 contro il 23% per gli over 50). Non solo: gli under 30 che prendono in considerazione l’idea di una vita senza auto sono in media solo il 22%, un dato perfettamente in linea con il valore espresso dal campione italiano.</p>
<p><strong>L’indagine completa è consultabile e scaricabile sul sito www.osservatorio.findomestic.it</strong></p>
<p><em>Il presente comunicato e i precedenti sono disponibili on-line:<br />
http://www.adhoccommunication.it &#8211; http://www.osservatorio.findomestic.it</em></p>
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		<title>Nasce il sito www.creditoresponsabile.it</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Apr 2011 16:10:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Da oggi è accessibile in rete il sito www.creditoresponsabile.it, realizzato da Findomestic, che ha deciso di ideare uno spazio sul web dedicato al Credito Responsabile aperto a tutti: clienti e non. Si tratta di un servizio no profit, senza alcuna finalità commerciale, che offre informazioni, consigli e servizi pratici, per accompagnare i consumatori prima, durante [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da oggi è accessibile in rete il sito <a title="www.creditoresponsabile.it" href="http://www.creditoresponsabile.it/" target="_blank">www.creditoresponsabile.it</a>, realizzato da <a title="Findomestic" href="http://www.findomestic.it/" target="_blank">Findomestic</a>, che ha deciso di ideare uno spazio sul web dedicato al Credito Responsabile aperto a tutti: clienti e non.</p>
<p>Si tratta di un servizio no profit, senza alcuna finalità commerciale, che offre informazioni, consigli e servizi pratici, per accompagnare i consumatori prima, durante e dopo aver ottenuto un prestito.</p>
<p>Su questo sito sarà possibile verificare il proprio livello d&#8217;indebitamento, la capacità di restituire un prestito, effettuare simulazioni, sia per il credito al consumo che per il credito immobiliare. I consigli, le informazioni e le principali risposte alle domande più frequenti, faranno conoscere meglio il mondo del credito con la massima chiarezza e semplicità.</p>
<p>Alla base della creazione di questo sito c’è la consapevolezza che il credito ai privati oggi sia conosciuto per la sua utilità, ma che la maggior parte dei consumatori ne ignori gli aspetti tecnici.</p>
<p>Secondo una recente inchiesta Ipsos Findomestic, infatti, oltre il 60% degli intervistati non ha ben presenti i concetti di TAN e TAEG e per il 50% le informazioni sui tassi sono ritenute poco chiare.</p>
<p>Manca dunque una conoscenza delle nozioni di base che permetterebbe ai consumatori di giudicare meglio le offerte, tenere la situazione sotto controllo e soprattutto evitare spiacevoli inconvenienti, malintesi o ancor peggio situazioni di sovra indebitamento. Sicuramente sussiste anche spazio per migliorare e semplificare l’informazione. Per questo Findomestic ha recentemente lanciato i prestiti personali azzerando tutte le spese accessorie, rendendo tutto così più semplice, immediato e fruibile.</p>
<p>Il credito è uno strumento socialmente utile poiché permette a milioni di famiglie di migliorare il loro potere di acquisto, pianificare per tempo spese importanti, migliorando la loro qualità della vita, svolgendo nel contempo una importante funzione anticiclica, contribuendo a sostenere la crescita del nostro paese. Certamente deve essere concesso e utilizzato in modo chiaro, corretto e consapevole e per questo Findomestic, nell’ambito del proprio percorso di responsabilità sociale, mette a disposizione questo “tool” che aiuti a migliorare la consapevolezza di quanti si accingono a chiedere un prestito.</p>
<p>Questa iniziativa conferma ancora una volta il ruolo di Findomestic come partner delle famiglie e attore co-responsabile che ha da sempre come mission quella di proporre un credito utile e su misura, adatto ai bisogni dei suoi clienti e al loro budget.</p>
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		<title>Cosa sono i prestiti personali</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Jan 2009 11:42:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sgnafurz</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<description><![CDATA[Quando si sente parlare in linea generale di prestiti, nella quasi totalità dei casi ci si sta riferendo al prestito personale, ossia una forma di finanziamento di un certo capitale da parte di una banca o di un istituto specilizzato, ad un tasso d&#8217;interesse che in genere viene calcolato fisso e che il debitore deve [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando si sente parlare in linea generale di <a title="finanziamenti online" href="http://finanziamento.altervista.org">prestiti</a>, nella quasi totalità dei casi ci si sta riferendo al <strong>prestito personale</strong>, ossia una forma di finanziamento di un certo capitale da parte di una banca o di un istituto specilizzato, ad un tasso d&#8217;interesse che in genere viene calcolato fisso e che il debitore deve restituire secondo un piano rateale costante.</p>
<p>Il <a title="prestiti personali" href="http://finanziamento.altervista.org/personali.php">prestito personale</a> rientra nella categoria dei finanziamenti non finalizzati, cioè quei prestiti che vengono  definiti come “credito al consumo”, poichè non richiesti per l&#8217;acquisto di un determinato bene o servizio.</p>
<p>Diversamente dai mutui, quindi, i prestiti non dispongono garanzie da parte del debitore per coprire un&#8217;eventuale insolvenza e dato l&#8217;alto rischio per chi eroga il credito spesso vengono chieste garanzie personali come ad esempio la firma di un fideiussore.</p>
<p>Possiamo quindi definire il prestito personale come un <strong>finanziamento</strong> che non ha obblighi di destinazione ed è rivolto alle persone fisiche che, in caso necessitino di liquidità, vogliano richiedere denaro alle banche senza dover dare spiegazioni sullo scopo dell&#8217;erogazione di capitale.</p>
<p>In linee generali è possibile richiedere un prestito da 1.500,00 euro a 30.000,00 euro. La durata del finanziamento varia da 1 anno ai 5 anni. Inoltre è possibile decidere la tipologia di addebito delle rate: sul proprio conto corrente oppure attraverso il pagamento di bollettini postali indirizzati all&#8217;istituto finanziario.</p>
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		<title>Organizzare la cerimonia con un prestito sposi</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Dec 2008 09:56:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sgnafurz</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il finanziamento sposi e cerimonie è un prodotto di credito strutturato per offrire in un&#8217;unica soluzione tutta la liquidità necessaria per l&#8217;organizzazione di particolari eventi. Possono essere richiesti importi fino a 60.000 Euro con i quali è possibile finanziare, banchetti, abiti nunziali, fotografo, bomboniere o comunque quanto connesso con la cerimonia. I requisiti di ammissibilità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il <a title="finanziamento sposi" href="http://finanziamento.ltervista.org/sposi.php">finanziamento sposi</a> e cerimonie è un <a title="finanziamenti online" href="http://finanziamento.altervista.org">prodotto di credito</a> strutturato per offrire in un&#8217;unica soluzione tutta la liquidità necessaria per l&#8217;organizzazione di particolari eventi. Possono essere richiesti importi fino a 60.000 Euro con i quali è possibile finanziare, banchetti, abiti nunziali, fotografo, bomboniere o comunque quanto connesso con la cerimonia.<br />
I requisiti di ammissibilità fondamentali sono: età compresa tra i 18 ed i 75 anni, percepire un reddito dimostrabile ed avere una buona posizione creditizia legata principalmente alla capacità di rimborso.</p>
<p>L’importo richiesto può essere erogato con due differenti modalità: assegno circolare intestato al richiedente oppure tramite bonifico bancario. Non è richiesta alcuna garanzia. Solo in alcuni casi, se l’importo richiesto dovesse risultare piuttosto elevato rispetto alla capacità di reddito del richiedente, l’istituto finanziatore potrebbe richiedere l’indicazione di un garante.</p>
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		<title>Quando conviene chiedere dei piccoli prestiti</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Oct 2008 09:13:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sgnafurz</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I piccoli prestiti sono un tipo di finanziamento non finalizzati che consistono nella richiesta di piccoli importi, generalemente si aggirano tra i 1500 euro ed i 5000 euro a tasso fisso e rata costante nel tempo (che viene rimborsata mensilmente dal richiedente). Non è quindi necessario per chi richiede un piccolo prestito motivarne la finalità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I <a title="piccoli prestiti" href="http://finanziamento.altervista.org/piccoliprestiti.php">piccoli prestiti</a> sono un tipo di finanziamento non finalizzati che consistono nella richiesta di piccoli importi, generalemente si aggirano tra i 1500 euro ed i 5000 euro a tasso fisso e rata costante nel tempo (che viene rimborsata mensilmente dal richiedente).<br />
Non è quindi necessario per chi richiede un piccolo prestito motivarne la finalità e, a differenza di altri <a title="finanziamenti" href="http://finanziamento.altervista.org">finanziamenti</a>, grazie agli importi non eccessivi, sono più facili e veloci da ottenere. L’importo richiesto può essere erogato con due differenti modalità: assegno circolare intestato al richiedente oppure tramite bonifico bancario.<br />
In alcuni casi i piccoli prestiti vengono concessi con l&#8217;emissione di una carta di credito revolving (che oltre ad avere un plafond dell&#8217;importo che si necessita, si ricarica con il rimborso delle rate e quindi offre credito continuativo). Generalmente non è richiesta alcuna garanzia. E&#8217; inoltre possibile procedere all&#8217;estinzione di piccoli prestiti in anticipo, in tal caso si ha un risparmio sugli interessi relativi al capitale ancora dovuto alla finanziaria.</p>
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